Successo 3 bojanesi illustri al centro della conferenza del m° Daniele Romano, un evento di grande rilievo culturale e musicale che si è svolto domenica 30 marzo a Palazzo Colagrosso di Bojano. Il neo-maestro Romano ha inaugurato la cerimonia con l’esecuzione alla zampogna del brano “Matese” di Piero Ricci. Lo studio del maestro ha evidenziato come i repertori, tramandati oralmente di generazione in generazione, rappresentino un tassello fondamentale della cultura musicale locale. L’evento ha visto anche un’importante cerimonia di premiazione organizzata da Filitalia International Molise Noblesse. La serata ha registrato una straordinaria affluenza di pubblico
Successo 3 bojanesi illustri che hanno segnato la tradizione musicale bojanese: Giuseppe Gentile, Fiorangelo Velardo e Cosmo Silvaroli al centro dell’evento Filitalia International Molise Noblesse che premia le “Eccellenze di Ieri e di Oggi”. La conferenza del m° Daniele Romano, dedicata al ricordo di alcune importanti figure storiche del capoluogo pentro, si è svolta domenica 30 marzo 2025, alle 12,00 ora di New York, alle 18:00 ora italiana, a Palazzo Colagrosso a Bojano, in collegamento con Philadelphia (U.S.A.). La serata ha registrato una straordinaria affluenza di pubblico, testimoniando il forte legame con il patrimonio culturale locale.
Il neo-maestro Romano ha inaugurato la cerimonia con l’esecuzione alla zampogna del brano “Matese” di Piero Ricci, creando un’atmosfera suggestiva legata alla tradizione musicale molisana. Subito dopo, Mina Cappussi, presidente dell’evento, e la vicepresidente Emilia Petrollini hanno dato il via alla cerimonia con i saluti iniziali e l’apertura ufficiale dell’incontro.
Il Sindaco di Bojano, Carmine Ruscetta, ha salutando gli astanti e ricordando il sostegno dell’intera amministrazione a tutto ciò che movimenta la città dal punto di vista socioculturale.
Valeria Scinocca e Michele Fratantuono, volontari del Servizio Civile Universale “Comunità per Giovani”, hanno introdotto il Maestro Daniele Romano, che ha tenuto la conferenza sulla vita e l’opera dei tre illustri bojanesi, evidenziando il loro contributo fondamentale alla musica tradizionale di Bojano.
Lo studio del Maestro ha evidenziato come i repertori di Geppino Gentile, Fiore Velardo, Cosmo Silvaroli, tramandati oralmente di generazione in generazione, rappresentino un tassello fondamentale della cultura musicale locale, testimoniando l’intreccio tra tradizione e innovazione.
“Buonasera a tutti, – ha affermato Daniele – ringrazio Filitalia International, Molise Noblesse e la dottoressa Mina Cappussi per avermi dato questa opportunità, è per me un onore essere presente questa sera per parlare di un argomento molto caro, non solo a me ma a tutta la comunità bojanese. Sono Daniele Romano, uno studente del Conservatorio “Lorenzo Perosi” di Campobasso, lo scorso 3 marzo 2025 ha conseguito il Diploma Accademico di I Livello in Musiche Tradizionali. Come tappa finale a primo ciclo di studi, ho voluto incentrare la mia tesi sulla città di Bojano, mia cara città di residenza e di origine, approfondendo 3 repertori appartenenti al filone tradizionale: il repertorio rurale, il repertorio bucolico pastorale e il repertorio autoriale”.
“Questa sera – prosegue il maestro – approfondiremo quello che è il repertorio autoriale, ricordando 3 personaggi illustri della nostra città: Giuseppe Gentile, Fiorangelo Velardo e Cosmo Silvaroli. 3 nomi che hanno segnato grandemente la storia musicale della nostra città, componendo versi e canzoni che sono rimaste impresse nella memoria della nostra comunità. Rivolgo il mio più caloroso saluto a tutti gli eredi e familiari delle famiglie Gentile, Velardo e Silvaroli qui presenti, che con grande gentilezza e felicità, hanno accetta l’invito a partecipare”. In sala presenti: le figlie di Fiorangelo Velardo, Luciana Velardo (professoressa di matematica in pensione) e Rosamaria Velardo (medico) e il marito, Flaviano Testa e il nipote, Alessio Spina, infine Liberato Gentile, figlio di Elio, amico stretto di don Geppino e del figlio Adelelmo.
“Vorrei fare – continua Daniele – una domanda a tutti voi qui presenti. Rispondendo per alzata di mano: Quanti di voi conoscono o hanno cantato almeno una volta nella vita “L’Acqua de Sant’Aggiddie”?
E invece quanti di voi l’hanno cantata in questo luogo? Ma la vera domanda è: Vi siete mai chiesti da dove provenga questo canto così tanto famoso e ricordato nella nostra Bojano?
Questa domanda che vi ho appena posto è la stessa che mi sono posto anche io prima di iniziare a lavorare sulla mia tesi di laurea. Ed è da qui che cominceremo il nostro viaggio.”
Giuseppe Gentile, ricordato a Bojano con l’appellativo di “Don Geppino”. Gentile era un noto architetto di Bojano, ricordato maggiormente per la sua indissolubile amicizia con il santo delle stimmate, San Pio da Pietrelcina. Padre Pio diede l’incarico a Don Geppino di costruire un’imponente chiesa capace di raccogliere tutti i pellegrini che facevano visita a Padre Pio, fu così che venne costruita l’attuale chiesa di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo. Gentile ebbe anche diverse mansioni politiche: si pensi che durante il periodo del regime fascista, dal 1939 fino al 1941 ricoprì la carica di “Commissario prefettizio” della città di Bojano, ed è in quel periodo che migliorò e risistemò l’aspetto della città. Tra le sue opere più ricordate non poteva di certo mancare la strada che fece costruire per arrivare all’eremo di Sant’Egidio, chiamata appunto “La via de Don Geppine”. Giuseppe Gentile oltre alla professione di Architetto, era un amante del folklore, di fatto, fondò e diresse fino al 1950 circa il gruppo folkloristico di Bojano. Compose anche diverse canzoni entrate nel cuore e nella memoria bojanese.
Per questa importante occasione, Liberato Gentile, consigliere del Comune di Bojano, ha mostrato agli astanti gli strumenti da architetto di Geppino Gentile, offrendo così un’importante testimonianza del suo lavoro e della sua eredità professionale.
Fiorangelo Velardo, ricordato anche come “Fiore”. Anche lui, come Gentile, era una figura poliedrica, era laureato in Lettere ed era insegnante di Tirocinio pedagogico all’istituto magistrale. Ma allo stesso modo, aveva un’irrefrenabile passione per il folklore, che lo ha portato a dirigere il gruppo folkloristico di Bojano dal 1953 fino al 1965 circa dandogli il nome di “Canterini del Matese”. Fiorangelo veniva ricordato a Bojano per una sua vena poetica straordinaria che lo ha portato a comporre canti unici come “Albere belle”, una delle più note a Bojano. Velardo morì ormai quasi cieco nel 1980.
Cosmo Silvaroli, ricordato come “Cosimine”. Durante il periodo di direzione di Fiorangelo Velardo dei “Canterini del Matese”, Silvaroli lo affiancò fino a prenderne le redini. Silvaroli nel corso della sua direzione diede maggior rilievo a quello che era l’aspetto coreutico, ossia alle danze che il gruppo eseguiva nel corso dei suoi spettacoli, rappresentando scenicamente quelle che erano le figure e le tematiche raccontate nei canti appartenenti al repertorio. Cosmo Silvaroli fu l’ultimo degli ultimi direttori del gruppo folkloristico, di fatto, con la sua morte avvenuta per un tragico incidente nel 1996, a Bojano vennero sciolti i “Canterini del Matese”.
Oltre alla celebrazione musicale e storica, l’evento ha visto anche un’importante cerimonia di premiazione organizzata da Filitalia International Molise Noblesse. Il fondatore e presidente emerito della prestigiosa organizzazione Filitalia International, Prof. Dr Pasquale Nestico, in diretta da Philadelphia, assieme all’attuale presidente, Saverio Nestico, ha conferito le tre Borse di Studio Internazionali a Teresa Cappussi, Alessia Napoletano e Gian Franco Priolo e altrettanti attestati per il programma International Exchange Program, destinati a Sabina Iadarola, Federica Napoletano e Cesar Priolo. Questi giovani avranno l’opportunità di svolgere un’esperienza di stage negli Stati Uniti grazie al supporto di Filitalia e al generoso contributo del benefattore Robert Facchina, che ha donato oltre 75mila dollari per sostenere le nuove generazioni.